Menu principale:
A DACHAU, 63 ANNI DOPO IL TRASPORTO 110
“Giusto 63 anni fa, il 19 dicembre 1944, il trasporto 110 deportava a Dachau 54 persone; anche per onorare la memoria di esse nella giornata odierna siamo voluti andare al primo campo di concentramento istituito «ufficialmente» dal regime nazista, dotato di camere a gas e di alcuni forni crematori. Un vero e proprio monumento alla sofferenza a vittime sacrificali della bestialità umana”.Lo affermano i Consiglieri provinciali di AN Mauro Minniti ed Alberto Sigismondi di ritorno da Dachau, la cittadina germanica distante appena 20 km da Monaco di Baviera, dove fra il 1933 ed il 1945 furono massacrati, fatte vittime di esperimenti umani e non solo, almeno 45.000 deportati, per lo più italiani, polacchi, jugoslavi e cecoslovacchi, oltrechè numerosi sacerdoti che vennero rinchiusi nei cosiddetti “blocchi dei preti”.
“A Dachau si è assistito ad uno sterminio scientifico che nulla ha a che fare con l’evoluzione della specie; anzi è uno dei momenti più atroci dell’intera umanità; uno stato d’animo che ancora oggi si respira attraversando l’areale che ha ospitato il lager nazista,”concludono Minniti e Sigismondi. I due Consiglieri di An erano accompagnati dal Presidente del Circolo territoriale di AN “Don Bosco” Gianfranco Ponte.