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MINNITI E SIGISMONDI SABATO IN PIAZZA A SINIGO INSIEME AL CIRCOLO DI AN.
Erano in Piazza a Sinigo, stamattina, i Consiglieri provinciali Mauro Minniti ed Alberto Sigismondi per protestare contro l’iniziativa della SVP volta a cancellare, seppur in maniera indiretta, la toponomastica italiana e per presentare il Disegno di legge di cui sono primi firmatari a tutela proprio dei nomi italiani. Per l’occasione erano accompagnati dai Responsabili del Circolo An di Sinigo, a cominciare dal suo Presidente Alberto Pilotto e dai due Consiglieri comunali della Frazione Marcello Scaccia e Pietro Cortesia. Proprio il Circolo “Borgo Vittoria” di An ha avuto modo, così, di presentare alcune proposte che intende porre all’attenzione della politica locale. Alcune di esse appartengono alla storia di An di Sinigo come il Cimitero, la Casa di riposo o la sezione distaccata della scuola media. Altre, come l’Asilo nido, sono invece nuove iniziative. “Dopo i successi raccolti negli anni scorsi – afferma Alberto Pilotto – quando chiedevamo una farmacia o l’Ufficio postale, continua la nostra battaglia per far crescere la Frazione in una dimensione adeguata”. Gli fanno eco i due Consiglieri provinciali Minniti e Sigismondi che proprio in questi giorni hanno terminato di redigere tutta una serie di iniziative la cui competenza è anche provinciale per rilanciare Sinigo. “Ormai ciclicamente ci troviamo costretti a presentare un vero e proprio pacchetto di proposte per Sinigo – afferma Mauro Minniti – anche se, fortunatamente, alcune nostre proposte vengono sostituite da altre perché, nel frattempo, vengono silenziosamente approvate e realizzate. Pensiamo che in futuro, oltre alle richieste più strettamente di competenza comunale, si debba continuare a lavorare per riattivare la stazione ferroviaria di Sinigo. In un periodo, infatti, in cui la Provincia lavora per togliere le auto dalle strade, è paradossale che non si faccia nulla per riattivare proprio la stazioncina della frazione, dalla quale potrebbero partire moltissimi lavoratori e studenti pendolari, anziché costringerli a far uso di autobus non sempre all’altezza e di automobili private”.
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