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Io e il mio Papà.
Papà era ufficiale dell’Esercito; ci ha lasciati, nel 1973 a 42 anni, portato via da un male, anche allora, incurabile.
Io avevo 9 anni.
Possiedo tanti ricordi di lui che mi vivono a fianco; ogni tanto, nei giorni di bel tempo, di sole che brilla lassù nel cielo, magari nascosto appena da una nuvola, alzo gli occhi e mi fa piacere immaginare di scorgerlo dietro una di esse che mi osserva.
E gli strizzo l’occhio, come cenno d’intesa o di richiesta di assoluzione; c’è sempre qualcosa di cui farsi perdonare nella Vita.
Più divento adulto, più divento uomo, più mi manca mio padre.
Ultimamente ho scoperto che vive in tantissimi ricordi di tanti suoi ex colleghi.
Io gli stavo sempre incollato, fiero ed orgoglioso di quell’uomo dal bel sorriso, dal viso dolce e dai modi sempre gentili, con tutti.
Mamma era invece insegnante; ora è in pensione.
E fu anche la mia insegnante, non solo di Vita.
Un’altra esperienza che mi ha fatto crescere.
Donna forte, quando rimase senza il suo uomo aveva 40 anni e due bambini da far crescere.
C’è l’ha fatta, sapendo coniugare perfettamente il suo ruolo di madre e, quello ancora più difficile per una donna, di padre.
Poi c’è Adolfo, il mio fratellone di 18 mesi più anziano di me.
Segretario del MSI a Merano, quando ricoprire quel ruolo non era certo facile, rappresenta l’anima critica, politicamente parlando, della nostra famiglia.
Quello che ti porta sempre a “smontare” alcune certezze e a “costringerti” a riflettere sugli eventi.
E’ un soggetto che ti induce all’equilibrio, poiché la riflessione – alla quale si è sempre portati soprattutto nella solitudine immensa di ognuno di noi - porta sempre a valutare la proporzione fra “bene” e “male”, fra “giusto” e “sbagliato”.
Nel 1971 a Venezia con il mio papà, la mia mamma e mio fratello Adolfo.
Sono sposato dal 1993 con Loredana e ho due gioielli di figli: Massimo, nato nel 1995, e Manfredi, nato nel 2000
Io e mia moglie.
Con loro vorrei avere più tempo, dedicandogli quegli attimi che la Vita mi ha impedito di godere con il mio papà.
Per questo, quando riesco, mi estraneo da tutto e mi dedico, anche solo per una sola ora al giorno, a loro.
Spero sempre di essere un buon padre per loro, così come il mio lo fu con me, per quel poco tempo che ho potuto godermelo.
Fra i miei hobbies c’è il modellismo, soprattutto, in questo ultimo tempo, la costruzione di navi. Anche se il tempo è molto poco. Mi piace anche approfondire tematiche storiche e, da quando il collega Alberto Sigismondi mi ha donato un testo di Seneca, anche filosofiche. Quando ho il morale a terra penso sempre che “se non sarà sereno, si rasserenerà”, come afferma Alberto. Non sempre è facile accettarlo, ma aiuta a guardare avanti con fiducia. D’altronde, si è sempre portati a pensare che il Male che ci colpisce sia assoluto; e non pensiamo che, non solo c’è una soluzione al proprio male che abbiamo comunque deciso di affrontare nel momento in cui abbiamo stabilito di vivere, ma che comunque, nei dintorni al male che si individua attorno a noi, c’è sempre qualcuno che sta peggio di noi. La vita deve essere vista come un bene da godere e le tristezze solo come una serie di antipatiche e complesse e finanche spiacevoli piccole parentesi che completano la enorme bellezza della Vita.
Io con Paolo Colli, (al centro) il fratello acquisito, scomparso a 44 anni nel 2005 a causa della leucemia al quale ho dedicato il libro "il Concetto ed il Progetto".
Come tutti, anche io ho perso degli amici: Antonella e Paolo (insieme a mio padre) sono quelli, però, che da Lassù continuano a farmi accettare questa Esistenza, forse privilegiata confronto ad altri, con molte gioie ma pur sempre, anche, complessa e difficile, piena di ostacoli, di delusioni e dispiaceri.
Che il sorriso dei miei figli, però, sanno compensare adeguatamente; che la lealtà e l’amore della mia famiglia sa farmi affrontare.
Famiglia Patria, Nazione ed amicizia sono i miei Valori.
Al presenzialismo preferisco il rapporto umano; alle inaugurazioni preferisco l’incontro con il cittadino perché per affrontare i problemi delle persone bisogna stare fra la gente.
Mi piace il contatto con il “popolo”; perché il Popolo è sincero in ogni sua espressione.
Detto questo, non amo parlare troppo di me, tanto che a volte appaio fin troppo riservato. Mi piace che siano gli altri a giudicarmi, per quello che faccio e per come vivo.
Sono del segno del Leone e mi riconosco in molte delle caratteristiche di questo segno zodiacale.
La mia fede lazialissima!